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prime pagine degli articoli del fascicolo di "aut aut", 366, 2015, dal titolo "Ernesto De Martino. Un'etnopsichiatria della crisi e del riscatto"

Text of aut aut 366

  • 366aprilegiugno 2015

    Ernesto De Martino. Unetnopsichiatria della crisi e del riscattoa cura di Roberto Beneduce e Simona Taliani

    Ernesto De Martino. Unetnopsichiatria della crisi e del riscatto 3

    Giordana Charuty Occorre ridiscendere agli inferi. Follia e storia tra De Martino e Foucault 15

    Marcello Massenzio Senso della storia e domesticit del mondo 39

    Tatiana Silla Lantropologia politica di Ernesto De Martino 61

    Pietro Angelini Sogno e civilt. Notizie sullultimo lavoro di De Martino 79

    Dorothy Louise Zinn Tradurre Ernesto De Martino, dal travaglio al trascendimento 105

    Piccolo archivio fotografico della crisi e del riscatto 114

    Roberto Beneduce Angoscia e volont di storia 149Gino Satta Fra una raffica e laltra. Il regno della

    miseria e la vita culturale degli oppressi 185Simona Taliani Immagini del caos. La vita

    psichica dei subalterni 197

  • rivista fondata da Enzo Paci nel 1951

    direttore responsabile: Pier Aldo Rovatti

    redazione: Sergia Adamo, Paulo Barone, Graziella Berto, Deborah Borca (editing, deborah.borca@gmail.com), Damiano Cantone, Mario Colucci, Alessandro Dal Lago, Pierangelo Di Vittorio, Giovanna Gallio, Edoardo Greblo, Raoul Kirchmayr, Giovanni Leghissa, Massimiliano Nicoli, Ilaria Papandrea, Fabio Polidori, Rosella Prezzo, Pier Aldo Rovatti, Massimiliano Roveretto, Antonello Sciacchitano, Giovanni Scibilia, Davide Zoletto

    direzione: c/o il Saggiatore, via Melzo 9, 20129 Milano sito web: autaut.ilsaggiatore.com

    collaborano tra gli altri ad aut aut: G. Agamben, H.-D. Bahr, R. Bodei, L. Boella, S. Borutti, J. Butler, M. Cacciari, A. Cavarero, R. De Biasi, G. Dorfles, M. Ferraris, U. Galimberti, P. Gambazzi, S. Givone, A. Heller, F. Jullien, J.-L. Nancy, A. Prete, M. Serres, G.C. Spivak, G. Vattimo, M. Vegetti, P. Veyne, V. Vitiello, S. iek

    per proposte di pubblicazione: autaut@ilsaggiatore.comSi fa presente che aut aut non pubblica recensioni e non accetta testi di ampiezza superiore a 40.000 battute (note e spazi compresi).

    il Saggiatore S.r.l.via Melzo 9, 20129 Milano www.ilsaggiatore.com

    ufficio stampa: stampa@ilsaggiatore.com

    abbonamento 2015: Italia 60,00, estero 76,00

    servizio abbonamenti e fascicoli arretrati: Il Saggiatore S.r.l., via Melzo 9, 20129 MilanoTelefono: 02 20230213e-mail: abbonamentiautaut@ilsaggiatore.com

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    Finito di stampare nel giugno 2015

  • 3aut aut, 366, 2015, 3-14

    Ernesto De Martino. Unetnopsichiatria della crisi e del riscatto

    Dal mondo magico alla scrittura del disastroA cinquantanni dalla sua morte, lopera di Ernesto De Martino continua a suscitare reazioni, interpretazioni divergenti, nuovi sentieri di riflessione.

    La traduzione francese di La fine del mondo e quella inglese di Sud e magia, previste nei prossimi mesi presso prestigiose ca-se editrici,1 segnala il costante richiamo che la sua opera eserci-ta al di l dei confini italiani. Linteresse attuale per gli scritti di De Martino segnala per anche la densit di un pensiero che re-siste a ogni facile classificazione accademica, scardina gli stecca-ti disciplinari e introduce in modo pionieristico nel campo delle scienze sociali la consapevolezza che per studiare certi fenome-ni lantropologo ha bisogno di intrecciare modelli e saperi diver-si (la storia, la filosofia, la psichiatria, in primo luogo), pena il ri-dursi a esporre meri elenchi di fatti o pure speculazioni.2

    Interrogando luoghi e ambiti teorici differenti attraverso un prisma di concetti diventati poi celebri (la crisi della presen-za, lesperienza della storia non decisa, il cattivo passato che ritorna, la destorificazione istituzionale, la potenza del ne-gativo, lo scandalo dellincontro etnografico), il suo metodo

    1. La traduzione francese di La fine del mondo a cura di G. Charuty, D. Fabre, M. Massenzio (EHESS, Paris), quella inglese di Sud e magia di D.L. Zinn (Magic. A Theory from the South, University of Chicago Press, Chicago 2015, per la versione cartacea, e HAU Books, Chicago 2015, per quella digitale).

    2. Cfr. E. De Martino, Lineamenti di etnometapsichica, Problemi di metapsichica, 1, 1942, p. 113.

  • 4storico-comparativo non ha esitato a confrontare sul tema delle patrie esistenziali laborigeno achilpa (il quale si lascia morire quando privo del palo rituale che riscattava il camminare e orien-tava il suo peregrinare)3 con lanziano calabrese che, in un altro continente, in unaltra relazione con gli uomini e il tempo, preci-pita in un incubo intollerabile quando perde di vista il riferi-mento che fa suo il suo mondo (il profilo di un campanile), il so-lo che conosca e al quale sente di appartenere.

    Nello stesso orizzonte di considerazioni, il delirio di fine del mondo di un giovane contadino di Berna diventa per noi mate-ria bonne--penser la relazione fra apocalisse collettiva (la guer-ra) e apocalisse privata. Descritto dagli psichiatri Storch e Ku-lenkampff come un uomo che sino al momento del ricovero era stato sempre tranquillo, solitario e un po primitivo, il suo sin-tomo si fa scrittura del disastro, assumendosi il compito di ricor-dare quel caos di morti e rovine inghiottito dalloblio. Ed la storia stessa, gli eventi di quel tempo di lutti e di caos, a passa-re ormai nel delirio: La malattia [] ebbe inizio quando un ae-reo militare precipit [] e si ritenne responsabile dellabbatti-mento. Non pot pi dormire, andava vagando, in preda a cre-scente angoscia. Specialmente si angosciava della prossima fine del mondo.4

    in virt di questo stesso metodo che nellopera pubblicata qualche anno prima, La terra del rimorso, il corpo della taranta-ta metteva in scena ferite e desideri analoghi a quelli dei protago-nisti del vudu, del bori o dello zar, diventando il teatro vivente di memorie, traumi o conflitti indicibili.

    Una tale insaziabile curiosit e passione per il confronto fra

    3. Piantare il palo [] significa iterare il centro del mondo []. Con ci il luogo nuovo sottratto alla sua angosciante storicit, alla sua rischiosa caoticit (Id., Il mondo magico, Bollati Boringhieri, Torino 1973, p. 270).

    4. Alla domanda che cosa pensa con la parola crollo (Untergang), il malato risponde: Quando gli uomini non sono al loro giusto posto []. Il mondo di prima non c pi []. La gente non pi al giusto posto, e cos pure le cose, le case, le strade (si tratta delle pa-role di Storch e Kulenkampff, accuratamente riportate da De Martino nelle diverse stesure di queste note; E. De Martino, La fine del mondo. Contributo allanalisi delle apocalissi cul-turali, a cura di C. Gallini, Einaudi, Torino 1977, p. 194 sgg.).

  • 5istituti culturali cos diversi, sebbene nata da un differen-te taglio metodologico, la troviamo forse solo in Aby Warburg, quando confronta il rituale del serpente e le danze degli indiani pueblo (Nuovo Messico) con le figure del mito greco o il testo medievale in cui san Paolo appare invulnerabile al morso della vipera.5

    Figure di morte, di crisi e di riscatto, di dolore e di cura, si in-contrano cos allombra di una destorificazione capace di tra-sformare persino i sintomi in valori,6 e di una cultura il cui senso sembra stare soprattutto nella sua capacit di lottare con-tro i momenti critici dellesistenza: quando la presenza chia-mata a scegliere e a decidere.7

    Lattenzione alla storicit e ai linguaggi del soffrire lantidoto che De Martino user contro la presunzione delle categorie dia-gnostiche della psichiatria o la pretesa della Daseinsanalyse di pre-scindere, sia pure temporaneamente, dai giudizi relativi alla sani-t e alla malattia.8 Lo stesso antidoto servir a misurare valore e limiti delle tecniche culturali di difesa. Le considerazioni sullal-ternativa ermeneutica tra dolore sincero e rischio psicopatologico nel pianto funebre lucano, o quelle sullambivalenza come espres-sione di conflitti storici non risolti,9 annunciano gi per intero le promesse di unetnopsichiatria il cui interesse sta anche nel modo ostinato con cui lesperienza della sofferenza e le strategie per go-vernarla sono ricondotte allordito della storia, ai suoi strappi, ai suoi fili assenti. Ma con un intento ulteriore: costruire un discor-so sulla memoria, su quella traumatica in particolare (il cattivo passato che non vuole passare, la storia non decisa), nel quale due grammatiche distinte, due autonome temporalit, troveranno

    5. A. Warburg, Il rituale del serpente (1988), trad. di G. Carchia e F. Cuniberto, Adelphi, Milano 1998, pp. 58-59.

    6. E. De Martino, Storia e metastoria. I fondamenti di una teoria del sacro, introduzione e cura di M. Massenzio, Argo, Lecce 2005, p. 125.

    7. Non privo di interesse che lautore includa fra questi momenti anche lo stare del-lo schiavo davanti al padrone

    8. Id., La fine del mondo, cit., p. 169.9. La risoluzione non presa, la storia non decisa ritorna sotto forma di comportamen-

    to ambivalente []. Lambivalenza precede dalla repressione, la repressione dal rischio di non esserci nella storia (Id., Storia e metastoria, cit., p. 115).

  • 15aut aut, 366, 2015, 15-37

    Occorre ridiscendere agli inferi Follia e storia in De Martino e Foucault

    GIORDANA CHARUTY

    De Martino ha appena ultimato la scrit-tura della Terra del rimorso e gi apre il nuovo cantiere che ci giunto incom-piuto e in unedizione postuma, poco pi di dieci anni dopo la sua morte, con il titolo La fine del mondo. Contributo allanalisi delle apocalissi culturali (1977).

    Quali inquietudini concettuali, quali esitazioni percorrono gli anni che separano le ricerche sui relitti di una s